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domenica 8 gennaio 2017

COMUNICATO STAMPA: PUBBLICATO IL BILANCIO SOCIALE DEL MANIFESTO DEL MARKETING ETICO



Disponibile in free download il bilancio sociale è stato pubblicato sul sito ufficiale del Manifesto del Marketing Etico www.manifestodelmarketingetico.org
È stato pubblicato sul sito ufficiale del Manifesto del Marketing Etico il bilancio sociale relativo al primo quinquennio del progetto. Il documento prende in considerazione il periodo compreso tra l’11 novembre 2011 (giorno di presentazione), e il 12 dicembre 2016.

Il bilancio sociale è stato redatto dall’autore del Manifesto del Marketing Etico – l’esperto di marketing Emmanuele Macaluso – in rappresentanza del Comitato Etico Scientifico (Co.E.S.), l’organo di controllo che ha supervisionato tutte le fasi di stesura e tutte le attività divulgative e tecniche, che nel corso degli anni hanno fatto del Manifesto del Marketing Etico il progetto più credibile e importante relativo al marketing etico in Italia.

Il bilancio sociale è stato redatto con l’intento di rendere pubbliche tutte le attività divulgative che hanno visto il Manifesto attivo su tutto il territorio italiano. Incontri, convegni, interviste su tutti i media, pubblicazioni, patrocini, inserimento del documento all’interno di programmi formativi e didattici, e tutte le azioni che il Comitato Etico Scientifico e i volontari hanno svolto a favore della sensibilizzazione all’utilizzo di prassi di marketing etico all’interno delle decisioni professionali individuali ed aziendali.

«Scrivere questo bilancio sociale è stato motivo di orgoglio e ha reso tutti quanti noi consapevoli del grande lavoro svolto finora». Ha dichiarato Emmanuele Macaluso, per molti il “papà del marketing etico italiano”, che ha continuato dicendo: «Il numero delle azioni che abbiamo prodotto, la loro crescente qualità e credibilità, e l’insieme delle scelte effettuate,  hanno confermato quanto credevo nel 2010 - 2011, periodo in cui ho scritto il Manifesto del Marketing Etico, e cioè che si può fare marketing in modo etico, mettendo al centro delle scelte il benessere comune delle aziende e di quel numeroso gruppo di persone che chiamiamo comunemente mercato. Il Manifesto è diventato un riferimento, ma non dobbiamo fermarci. C’è ancora molto da fare, e siamo intenzionati a farlo».

Un bilancio sociale di sole 3 pagine quello del Manifesto del Marketing Etico, ma ricco di contenuti. Una scelta di CSR (Corporate Social Responsability ndr), che non solo vuole limitare l’utilizzo di carta qualora si volesse stampare, ma che dimostra come si possano divulgare tutti i dati in modo efficiente, aderendo in modo concreto alle logiche di Responsabilità Sociale d’Impresa. Il Comitato Etico Scientifico e tutti i suoi membri svolgono le loro attività a titolo gratuito, questo limita quindi la stesura del bilancio ai soli fattori tecnici.

È possibile scaricare gratuitamente il bilancio sociale a questo indirizzo http://www.manifestodelmarketingetico.org/bilanci sociali.html

lunedì 17 febbraio 2014

IL MARKETING E’ UNA SCIENZA ( Marketing is a science)



ISSUE n° 35



(Tempo di lettura: 7 minuti)



Nel gennaio del 2008, l’American Marketing Association (AMA ndr.) ha modificato la definizione di marketing, mettendo in evidenza il suo impatto sociale e definendola come una scienza. (1)

Tra i membri del board che ha assunto questa importante decisione, oltre che CEO di importanti aziende globali e imprenditori erano presenti alcuni eminenti membri della comunità scientifica e accademica internazionale. (2)

Tuttavia, per la comunità tecnica internazionale, la modifica da parte dell’AMA della definizione di marketing era solo questione di tempo. All’atto pratico e operativo infatti, a tutti i livelli, il marketing era gestito già in modo scientifico, al punto che alcune tra le principali università mondiali avevano trasformato i corsi di marketing in corsi di “scienza del marketing”. (3)


Siamo infatti passati dall’uso della matematica e della statistica, attraverso la psicologia applicata, la RM (Ricerca Motivazionale ndr.), la sociologia, fino alle attuali evoluzioni con l’utilizzo di risonanze magnetiche e la conseguente nascita del neuromarketing, che spesso, più che un salto nel futuro, ha invece decretato e ufficializzato gli effetti di anni di strategie di marketing sui nostri cervelli. Ma questo, e mi riferisco al neuromarketing, sarà oggetto di un altro articolo.


Il marketing è una scienza complessa ed evolutiva, che oltre a muoversi in modo sinergico con altre scienze, si evolve anche attraverso i nuovi media e gli strumenti tecnici messi a disposizione dalla tecnologia.


In questo scenario complesso, vi sono anche fattori di natura sociale ed economica che hanno dato un impulso decisivo all’ascesa del marketing verso il suo attuale status di scienza.

In un periodo storico che sarà ricordato anche sotto l’aspetto economico e le contingenze negative, gli esperti di marketing hanno dovuto dare risposte precise e concrete in uno scenario in continua evoluzione. Risposte che dovevano poggiare su parametri ottenuti attraverso processi scientifici.


Semplificando: c’era bisogno di parametri il più possibile fissi in un ambiente che offriva troppe variabili. Parametri scientifici appunto, sui quali basare le attività tecniche e previsionali degli strateghi e degli uomini di marketing.


Ma quali sono gli aspetti correlati all’innalzamento allo status di scienza che cambiano?

Sono molti, ma è forse opportuno portare l’attenzione soprattutto su due di questi, che tra l’altro sono strettamente legati.

Il primo è il concetto di neutralità ed evoluzione della scienza e il secondo è di natura etica.

Ogni scienza è di fatto neutra ed evolutiva. Non esistono scienze con accezioni negative o positive, tuttavia non possiamo non prendere in considerazione il fatto che le applicazioni delle scienze possano produrre conseguenze sociali decisamente impattanti. Le applicazioni non vengono decise dalle scienze, e in realtà neppure dalle aziende, ma dagli uomini.

Ecco il collegamento tra i due punti.

Il collegamento tra la scienza e il suo impatto sociale e il piano etico ed umano.

E se ad impattare sul cosiddetto “mercato” (cioè su quell’insieme di individui che viene così comunemente denominato) sono le decisioni degli esperti, e quindi degli uomini (inteso come umanità senza distinzione di genere) di marketing, non possiamo non porci degli interrogativi circa le responsabilità che l’attuazione di determinate strategie e decisioni viene consegnata a chi quelle scelte le attua.


Tanto più quelle scelte ricadono su un ampio numero di persone, tanto più cresce la responsabilità etica e sociale. Curiosamente più si ha successo, più bisogna tener conto dei fattori etici.

Etica intesa come fattore di rilevanza sociale, nel senso più alto del termine e non come trend da inserire all’interno delle attività di CSR o peggio ancora di greenwashing.

L’innalzamento del marketing a rango di scienza quindi, deve essere per tutti i tecnici motivo di riflessione, e ancor di più di azione positiva e proattiva nei confronti del mercato. Ma anche questo fattore penso che meriti un articolo specifico, all’interno del quale si dovranno prendere in considerazione i principi del Manifesto del Marketing Etico.(4)


Quello che mi ha spinto a scrivere questo articolo, è la volontà di condividere anche in Italia la notizia che dà il titolo a questo articolo e di dimostrarlo scientificamente, stimolando il lettore a valutare insieme le potenziali conseguenze di questo status.

A questo si aggiunga la volontà di diffondere consapevolezza circa la concretezza del marketing e delle sue ricadute dirette nelle nostre vite, a discapito del comune pensare che vede in questa scienza qualcosa di aleatorio, creato solo per “fregare” (quello è il termine più comunemente usato) il consumatore.

Il marketing è una scienza, ed è neutra quindi. Forse un po’ di meditazione, di consapevolezza, potrebbe aiutarci a comprenderne appieno le potenzialità e le insidie come tecnici e come consumatori.





(2) Don Lehmann, Columbia University / Shelby Hunt, Texas Tech University / James Piltier, University of Wisconsin-Whitewater, Collegiate Chapters Council / Ric Sweeney, University of Cincinnati / Joan Treistman, M/A/R/C Research, Marketing Research Council / William Wilkie, University of Notre Dame / George Zinkhan, University of Georgia






Pubblicazioni e riferimenti:

- Anderson, Paul F. (1983), "Marketing, Scientific Progress, and Scientific Method," Journal of Marketing, 47 (Fall), 18-31.

- Converse Paul D. (1945), "The Development of a Science of Marketing," Journal of Marketing, 10 l~Ju1y), 14-23.

Edge, D. (1979), "Quantitative Measures of Communication in Science: A Critical Review," History of Science, 17, 102-34.

- Feyerabend, Paul (1968), "On the Improvement of the Sciences and the Arts, and the Possible Identity of the Two," Boston Studies in the Philosophy of Science, III. New York: Humanities Press, 387-415.

- Gilbert, Nigel G. (1976), "The Transformation of Research Findings into Scientific Knowledge," Social Studies of Science. 6 (September), 281-306.

- Knorr-Cetina, Karin D. and Michael Mulkay (1983), Science Observed: Perspectives on the Social Study of Science, Beverly Hills, CA: Sage.

- Lakatos, Imre (1978), The Methodology of Scientific Research Programmes: Philosophical Papers, Vol. 1. J. Worrall and G. Currie, eds., Cambridge: Cambridge University Press.

- O'Shaughnessy, John and Michael J. Ryan (1979), "Marketing, Science and Technology," in Conceptual and Theoretical Developments in Marketing, O. C. Ferrell, S. W. Brown, and C. W. Lamb, Jr., eds., Chicago: American Marketing, 577-89.

- Suppe, Frederick (1977), The Structure of Scientific Theories, 2nd ed. Urbana, 1L University of Illinois Press.

- Taylor, Weldon J. (1965), "Is Marketing a Science? Revisited," Journal of Marketing, 29 (July), 49-53.




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