sabato 10 novembre 2012

MANIFESTO DEL MARKETING ETICO E BENDE INVISIBILI… TEMPO DI BILANCI E NUOVI OBIETTIVI.



ISSUE N° 28 THE MARKETING BLOG

(Tempo di lettura 9 minuti)



In questo articolo non studieremo qualche case-history legato alle tecniche di manipolazione o di marketing.
Non parleremo di come qualcuno, da qualche parte, stia studiando nuove tecniche per indurci a comprare qualcosa senza che il nostro “lato conscio” se ne accorga.

Vorrei che questo post fosse speciale per me quanto per te che stai per leggerlo.

A distanza di un anno dal lancio del Manifesto del Marketing Etico e del progetto Bende Invisibili desidero condividerne con te i risultati.
So che non ce ne sarebbe bisogno perché se sei un lettore de “THE MARKETING BLOG” probabilmente sarai un lettore attento, però penso sia giusto dirti che quello che sto scrivendo non si basa sull’autocompiacimento, quanto invece sulla volontà di essere trasparenti e sulla convinzione che il punto di arrivo di oggi debba essere il punto di partenza di domani.

Dalla serata di presentazione dello scorso 11/11/11 ad oggi abbiamo lavorato molto ed è successo questo:

ADERENTI
Nel corso del nostro primo anno di attività, abbiamo ricevuto 24 candidature per entrare a far parte della comunità scientifica del Manifesto del Marketing Etico.
Ad oggi:
- quelle accettate sono 5 (il quinto aderente sarà presentato ufficialmente il prossimo 20/11)
- 1 candidatura è ancora in fase di approvazione
- 18 candidature sono state scartate per azioni di greenwashing e altre attività non in linea con i principi etici del Manifesto

INCONTRI
Abbiamo avuto l’opportunità di incontrare dal vivo molte persone per condividere e confrontarci sulle nostre idee.
Ecco dove e quando:
11/11/2011 - “BI & MME” @ Teatro Cardinal Massaia (presentazione del progetto)
18/11/2011 - “I giornalisti in rete ai tempi dei Pro-am…”
19/03/2012 - “Bende Invisibili” @ Ass. Carlo Levi  
07/05/2012 - “Manifesto del Marketing Etico” @ Facoltà Economia di Torino   
27/09/2012 - “Fuori la Verità” @ Social Media Week
10/10/2012 - “Bende Invisibili ” @ Golem Bookshop di Torino
24/10/2012 - “Bende Invisibili” @Università Popolare di Torino
28/10/2012 - “Fuori la Verità” @ Salone del Gusto & Terra Madre

Durante gli incontri di divulgazione abbiamo condiviso la nostra visione del mondo con 685 persone, mentre sono oltre 1.800 le persone che sono entrate direttamente in contatto con noi durante impegni informali, di relazioni pubbliche o di gestione del progetto.

RADIO / TV / STAMPA
- RADIO: Le ore di diretta radiofonica dedicate alle attività di divulgazione sono state ad oggi 9,5.
Dal mese di maggio, grazie alla collaborazione tra Gobbi Media e Factory Perfomance, ci è stata messa a disposizione la possibilità di avere un programma radiofonico “dedicato” al Manifesto  sulle frequenze di Radio Flash, storica radio torinese, trasmessa in tutto il mondo grazie allo streaming web.
La trasmissione, dal titolo “Fuori la Verità”, inizia la sua attività nel maggio 2012 a cadenza mensile. Dallo scorso ottobre la cadenza è raddoppiata con un impegno produttivo e di trasmissione che avviene ogni 15 giorni, sempre il mercoledì mattina dalle 9 alle 10. Nel corso del prossimo anno quindi l’attuale record di 9 ore e mezzo sarà battuto.

- TV: I temi del Manifesto del Marketing Etico (e trattati in parallelo anche dal progetto Bende Invisibili), sono stati oggetto di 6 dirette televisive e di una replica. Siamo stati ospiti di “Torinow” (Videogruppo), “Gente che Parla” (Quartarete TV), “Joey’s Garage” (For Music TV), “Giorno per Giorno” (Telesubalpina).

- STAMPA: In queste statistiche non sono comprese le attività stampa di lancio del progetto che sono avvenute prima dell’11/11/11. Il progetto è stato all’attenzione della stampa (soprattutto su portali web) 6 volte.
Gli articoli sono disponibili nelle sezioni dedicate alla rassegna stampa sui siti del Manifesto del Marketing Etico e di Bende Invisibili.

Un’altra statistica interessante è quella dei Km percorsi. Infatti solo per le 8 attività di divulgazione sono stati percorsi 69 km. A questi però bisogna aggiungere quelli legati alle attività media e stampa (interviste, programmi radio ecc.) che ammontano a 162 e quelli delle attività di Relazioni Pubbliche e i sopralluoghi per un totale di 1273. Non male, non credi?

Desidero segnalarti che quelli che hai appena letto non sono semplici numeri: ma lavoro, impegno, passione che tutti i volontari coinvolti nel progetto hanno investito per condividere con il maggior numero di persone quello che sanno, quello in cui credono, quello per cui lavorano ogni giorno.

Alla luce dei risultati elencati, è arrivato il momento di regalarci una sorpresa, che spero possa in qualche modo vederti protagonista e mio/nostro compagno di viaggio. Reggiti forte…


Emmanuele Macaluso


ALCUNI LINK:

- “Manifesto del Marketing Etico”

“Emmanuele Macaluso”
(Sito ufficiale) www.emacaluso.com
(Pagina Facebook ufficiale) http://www.facebook.com/emmanuele.macaluso
(Blog “THE MARKETING BLOG”) http://emacaluso.blogspot.it
(Profilo Twitter) https://twitter.com/E_Macaluso

- “Fuori la Verità”
(pagina ufficiale sul sito di Radio Flash) http://www.radioflash.to/programmi/fuorionda/fuorilaverita/
(Pagina Facebook ufficiale) www.facebook.com/FUORILAVERITA

“Factory Performance”
 

domenica 9 settembre 2012

MA IL WEB É DAVVERO COSÍ LIBERO? CERTO CHE NO! FACEBOOK CE LO DIMOSTRA!


ISSUE n° 27 THE MARKETING BLOG

(Tempo di lettura 9 minuti)


Se vuoi che la gente “faccia suo” un concetto, basta ripetere di continuo il messaggio che vuoi veicolare. E’ per questo che, dopo un decennio di tantra sulla libertà della rete, pensiamo che il web sia una specie di mare libero, dove tutto sia permesso.

Ma non è così.

Ebbene sì, siamo stati manipolati un’altra volta. E’ l’ennesimo esempio di strategia di marketing applicata alla creazione di un immenso valore percepito.

La prova più lampante ci viene fornita da Facebook. Ecco alcuni esempi.

1) I dati sono soldi!
La recente (e disastrosa) capitalizzazione in borsa del social network ci fornisce un dato importante: I nostri dati hanno un valore!
Già, perché il valore dei titoli non è dovuto al numero di utenti, ma all’immenso numero di dati (diretti e indiretti) collegati agli utenti.
Nomi, indirizzi mail, numeri di cellulari, geolocalizzazioni, informazioni sugli interessi, sui gradi di relazione da intrecciare con gli altri utenti… un vero e proprio mondo che a volte senza rendercene conto contribuiamo a costruire.
Dati che diventano soldi! Non nostri ovviamente.
E qui arriva la prima domanda:
- Qual è la nostra capacità di sorreggere e mantenere in vista questo mondo che abbiamo contribuito a costruire?
Nessuno! I titoli vanno malissimo, le scelte di marketing sono disastrose e un bel giorno (forse neanche troppo lontano) il sito chiuderà e venderà i nostri dati… ammesso che ciò non sia già avvenuto.

2)Strategie di marketing disastrose e controproducenti!
Alcune scelte del social network stanno contribuendo ad allontanare gli utenti da Facebook.
Ad esempio, hai chiesto tu di aprire una tua casella mail nominativa a Facebook?
Già perché qualche mese fa le caselle reali sono state “occultate” e al loro posto sono comparse delle caselle di posta elettronica con il tuo nome . il tuo cognome @ facebook.com… - E chi la voleva?
- Chi è stato interpellato?
- E le password dove sono?
Ma non solo, un altro errore lo hanno commesso “imponendo” il “diario” al posto della visualizzazione classica. Il diario, a detta della maggior parte degli utenti, è meno…
ma la cosa peggiore è stata la modalità con la quale ci hanno obbligati.

A me è successo così: ogni tanto entravo nel mio account e il diario mi veniva proposto. Io semplicemente ignoravo il messaggio perché non ero interessato. Un bel giorno entro e al posto del “solito” messaggio mi trovo la data dalla quale il MIO profilo passava nella visualizzazione diario.
- Chi lo ha chiesto?
- Io il diario non lo trovo strategicamente e visivamente valido, perché lo devo utilizzare?
- Perché un utente deve essere trattato come un sottoposto che deve fare quello che gli impone un “fornitore di servizi”?
Che Facebook mi ridia il valore dei miei dati e mi liquidi allora!

3) Modalità e privacy
Quando mi connettevo a Facebook qualche tempo fa (c’è del romanticismo in questa frase), la finestra della chat mi indicava chi era on-line in quel momento. Quindi potevo sapere indirettamente che quegli utenti erano davanti un pc, e conoscendoli, sapevo dove trovarli…

Un esempio di utilizzo indiretto delle informazioni… altro che “voli pindarici” sulla privacy.

Ma adesso è anche peggio. Perché ormai, sempre più spesso, al posto del punto verde c’è l’icona del telefono.
Che bello! Siamo sempre connessi!
- Ma perché?
- Non potremmo utilizzare un social network solo a tempo perso come si fa con le cose futili?
Sembra che siamo tutti dei dottori con la reperibilità H24… eppure la maggior parte degli utenti di FB non “vivono” di comunicazione, e neppure sono importanti!
Molto spesso sono ragazzini (quasi sempre cresciuti) che si danno un “tono” con il tablet o lo smartphone di turno (facendo tra l’altro pubblicità gratis).
In tutti i casi io so che posso raggiungere quelle persone e disturbarle mentre mangiano. Geniale! Un consiglio: Comincia a chiamare chi ti sta antipatico all’ora di pranzo, tanto non si farà problemi ad interrompere la chiacchierata con chi hanno di fronte per risponderti!

In tutti i casi la domanda finale è sempre e soltanto una: Sei tu a gestire il servizio e il tuo Tempo sul web?

La risposta è no!

Magari qualche volta sarai stato infastidito perché qualcuno ha fatto una foto e tu hai percepito di comparire sullo sfondo… hai pensato alla privacy e a tutte quelle “menate”… e invece perfino io posso sapere dove sei, cosa fai, chi incontri e cosa ti piace. Ovviamente lo sa anche Facebook e non mancherà l’occasione di  farti comparire sulla destra un banner pubblicitario che casualmente tratta proprio quel prodotto compatibile con i tuoi “ti piace”…

La rete non è libera, è solo un metodo diverso (e più semplice) per “entrare in contatto” con te, ovviamente senza farti gestire il rapporto.

Pensa, perfino navigare su internet è un controsenso non libero!

Ti racconto una cosa che mi sta succedendo in questi giorni. Pago la Vodafone affinché con una chiavetta possa navigare dal mio portatile. Nelle settimane scorse ho dovuto “scaricare” un po’ di materiale e documenti dal web e ho superato il “limite” che mi ha imposto il mio gestore, cioè il mio fornitore di servizi.
E che cosa fa la Vodafone? Mi limita la navigazione a 56 KB al secondo… un criceto è più veloce, non riesco a caricare neppure un video su Youtube o a twittare su Twitter!

Chiamo Vodafone e una signorina mi dice che Vodafone ha messo un “freno” alla mia velocità di navigazione perché ho superato il limite di GB scaricabili. A quel punto chiedo di pagare a parte la differenza e di poter riprendere a navigare come al solito, (e come al solito non è comunque veloce!).
La signorina mi dice che non è possibile e che il mio periodo di limitazione da parte di Vodafone durerà fino al 27 settembre. Sono stato punito come dalla maestrina! Sono in purgatorio fino al 27 settembre!

Quindi concludendo ti devo far riflettere su questi fattori:
- Il web non è libero, perché non sei tu davvero a decidere come utilizzare un servizio ma vieni “guidato” dal tuo fornitore di servizi, lasci i tuoi dati, i quali diventano soldi che non torneranno mai da te.

- Perfino  connettersi a internet non è un’azione liberale, perché il tuo gestore, che è il TUO fornitore che ti dà il servizio dietro corrispettivo pagamento, può serenamente limitare la tua capacità di navigare senza metterti nelle condizioni di avere delle opzioni di navigazione adeguate.

Ora ti invito a lasciare un commento qui di seguito, che come al solito sarà preziosissimo e meriterà una risposta che però… potrebbe non arrivare subito!
Nel caso non te la prendere, nulla di personale! La Vodafone mi ha limitato! Ma non temere, dammi tempo e arriverò anche da te.

Al prossimo mese

Emmanuele

PS. Ho cercato di valutare di cambiare operatore, ma ovviamente le offerte erano identiche. FORSE qualcuno ha “fatto cartello”, e se me ne sono accorto io in mezz’ora non capisco perché chi deve vigilare non se ne sia ancora accorto. Forse Internet non è l’unico mondo non libero!

sabato 9 giugno 2012

BEST PRACTICE n° 1: LA CELLULLITE NON E’ PIU’ UNA MALATTIA… SOLO PER QUALCUNO PURTROPPO!


ISSUE n° 26 THE MARKETING BLOG

(tempo di lettura 5 minuti)

Nel giugno del 2010 ho scritto un articolo dal titolo “Usare la paura per vendere, da inestetismo a malattia in 30 secondi (di spot)”. http://emacaluso.blogspot.it/2010/06/usare-la-paura-per-vendere-da.html

Nell’articolo mettevo in evidenza come in uno spot per promuovere un prodotto “anticellulite”, una casa farmaceutica non esitava a definire la cellulite come una malattia. Di seguito avevo anche raccontato alcune fasi delle mie ricerche che mettevano in risalto il fatto che la cellulite non sia una malattia ma un semplice inestetismo, come dichiarato anche dal British Medical Jounal nella sua “lista delle non malattie”.

La paura fa vendere molto, soprattutto se fa leva sullo spirito di autoconservazione del mammifero umano.

Cosa è cambiato in 2 anni? La casa produttrice continua a definire la cellulite una malattia? 

Beh… è successo questo:

- La pubblicità che inizia con la frase “La cellulite è una malattia” va ancora in onda senza modifiche, nonostante una multa da 490.000 Euro inflitta dal garante delle telecomunicazioni per il messaggio mendace contenuto. Evidentemente gli incassi superano l’importo della multa.

- Qualche mese fa, una casa produttrice di cosmetica ha presentato un prodotto “anticellulite” con uno spot che iniziava con la stessa frase. 
Ancora Peggio! 
Non solo hanno creato una falsa malattia, ma hanno pure copiato lo spot mendace di un altro… scarsi…
Inutile dire che sui siti dei due produttori, la cellulite viene definita come un inestetismo e non come una malattia… a conferma della veridicità delle fonti che ho citato precedentemente.

- Il web ha messo in risalto l’accaduto attraverso video, articoli e post dedicati alla questione.
Questo è l’unico punto positivo della faccenda, la gente comune ha cercato di informarsi da sola.

Per la prima volta dalla creazione del The Marketing Blog quindi, alla luce di quanto appena scritto, ho deciso di presentarti il primo best practice dedicato proprio a questo argomento.

Qualche giorno fa, un’altra casa produttrice ha presentato il suo prodotto “anticellulite” con uno spot, nel quale parla chiaramente di “inestetismo”. 
E’ già un passo avanti, che mette un’azienda che fa semplicemente il suo lavoro su un piano più positivo rispetto alle competitor che “giocano sporco”.

Proprio vero: “Nel paese dei ciechi, quello con un occhio solo fa il sindaco”…

La strada è ancora lunga, però è già un inizio!

Come sempre ogni tuo commento sarà prezioso e meriterà una risposta.

Ti ricordo inoltre che questo mese l’appuntamento per la puntata del programma radiofonico Fuori la verità è fissato per il 20/06 sulle frequenze di Radio Flash (FM 97.6) o in streaming sul sito www.radioflash.to

Al prossimo mese con un altro articolo del THE MARKETING BLOG

Emmanuele Macaluso


Di seguito i links inerenti al post:
Definizione di Disease Mongering da Wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Disease-mongering
Legislazione sulla pubblicità ingannevole: http://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/07145dl.htm
Uno degli spot in cui viene dichiarato che la cellulite è una malattia (l’altro non riesco a trovarlo in rete, è visibile in tv) http://www.youtube.com/watch?v=A6ZwqSWtECU