venerdì 11 marzo 2011

NUCLEARE NO, NUCLEARE SI... IN TUTTI I CASI STRATEGIE DI MARKETING DISCUTIBILI E FUNDRAISING!

ISSUE n° 14 BLOG MARKETING

(Tempo di lettura 7 minuti)


“Non riusciremo mai a vedere, fino a quando continueremo
a credere ciecamente a ciò che ci fanno guardare”
Emmanuele Macaluso
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Questo mese desidero parlarti di un caso che ha scatenato un certo scalpore negli ultimi mesi.
Qualche mese fa il Forum Nucleare Italiano ha diffuso uno spot attraverso il quale poneva l’attenzione sulla tematica del nucleare.
http://www.youtube.com/watch?v=R29l7GkBl64

Lo spot in questione ha ricevuto molte critiche per la scelta di alcuni fattori comunicativi, che l’hanno resa troppo simile ad una pubblicità sociale/pubblicità progresso, utilizzando, secondo i detrattori, delle tecniche di comunicazione ingannevoli e in alcuni casi al limite del subliminale.
Oltre a questi fattori vi erano anche informazioni a dir poco “discutibili”.
Senza calcolare che il Forum nasce come “associazione no profit” (però molto gradita ad alcuni colossi dell’energia quali Eni, EDF, Ansaldi Nucleare ecc.)

La pubblicità in questione è stata giudicata inappropriata dal Gran Giurì e ora viene trasmessa modificata.

http://www.youtube.com/watch?v=3VTKyEj2IYw
Concludo questa parte del post con alcune considerazioni di natura tecnica, per potermi poi concentrare sulla cosiddetta controparte.

prima considerazione: lo spot aveva una volontà divulgativa, sicuramente non schierata apertamente, tuttavia bastava andare sul sito del Forum Nucleare Italiano per conoscere le idee dell’associazione.
Ritengo che sia opportuno, visto che oggi ne abbiamo i mezzi, informarsi a seguito della visione di uno spot e non “credere” ciecamente a quest’ultimo. Le posizioni del Forum del Nucleare sono chiare come anche i curricula di alcuni “professionisti” dello stesso.

Seconda considerazione: La scelta comunicativa non ha segnato un’indicazione netta del committente dello spot, in questo concordo con la sentenza del Giurì. Tuttavia non posso non pensare a quanto abbia portato in termini di attenzione la battaglia mediatica che si è scatenata sull’argomento. I detrattori dello spot, in un certo senso, sono diventati gli stakeholders della loro controparte.
Anche in questo caso ho l’impressione che il comportamento umano sia stato preventivamente controllato da chi ha deciso di scegliere una linea comunicativa ambigua.

In altre parole ci sono cascati un po’ tutti.


Compresi me e te che di questo argomento ne stiamo discutendo adesso.
Anche su questo aspetto dovremmo ragionare!

Ma il bello secondo me deve ancora venire. Infatti, successivamente Greenpeace ha fatto uscire un suo spot, in cui la sua visione del nucleare era decisamente più netta. Tuttavia qualcosa ha colpito la mia attenzione.
http://www.youtube.com/watch?v=XJs0lP9Y3wI

La strategia di Marketing utilizzata è molto interessante, diretta, emozionale… in stile Greenpeace insomma. Una strategia vincente visto che ha portato il video ad avere moltissime visualizzazioni grazie al tam tam sul web.

E’ ovvio che il confronto con l’altro spot è a dir poco dovuto.

Lo spot del Forum era volto a creare un consenso attraverso un falso momento di dialogo e riflessione. Non si chiedevano soldi per il mantenimento della campagna o dell’associazione. In altre parole l’argomento “nucleare” era il fine della campagna stessa.

Nello spot di Greenpeace che ho visto in tv, alla fine dello stesso si chiedeva di sostenere Greenpeace con il 5 per 1000. Se poi andate a vedere lo spot sul canale ufficiale di Youtube
http://www.youtube.com/watch?v=XJs0lP9Y3wI, sul video appare un messaggio che se klikkato ti porta ad una pagina con delle ipotesi di donazioni mensili “regolari” mensili.

Per non usare parafrasi, ritengo corretto dire che lo spot di Greenpeace possa essere tecnicamente inserito nelle attività di fundraising.

In Conclusione: Nel primo spot “la questione del nucleare” è il fine, nel secondo è semplicemente il mezzo che deve portare al conseguimento di un altro risultato, cioè la raccolta fondi.

Nulla di male… la mia è un’analisi di natura puramente tecnica e di stile, visto che anche di stile, e in alcuni casi di opportunismo, si è parlato nel primo caso.

Premetto che non desidero criticare Greenpeace, in qualità di docente di sostenibilità sarebbe assolutamente inopportuno e insensato; e che non desidero prendere posizione in merito all’oggetto della disputa, cioè il nucleare, poiché ritengo di non averne i titoli e le informazioni necessarie a formarmi un’opinione oggettiva in questo momento. Anzi, rimango sempre molto stupito dalla quantità di esperti che si scatenano in queste dispute…

Quella che ho condiviso con te è solo un’analisi sulle modalità e le tecniche utilizzate. Spero di poter ricevere un tuo commento e che la discussione che si animerà possa portarci ad una crescita comune.

Grazie per l’attenzione

Emmanuele Macaluso


Di seguito i link che ho preso in considerazione per scrivere questo post:
http://www.forumnucleare.it/
http://www.greenpeace.org/italy/it/
http://www.greenpeace.it/stopnucleare/

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3 commenti:

  1. Caro Emmanuele,
    l'analisi che hai fatto anche questa volta è molto acuta. Devo dire che affrontare un argomento così complesso, senza cadere nell'ormai consueto campanilismo, rimanendo nel proprio "campo" è cosa rara. Desidero farti i complimenti anche per questo.
    Grazie per questo ennesimo momento di riflessione e per la citazione che hai messo ad inizio post (acuta e drammaticamente realiztica).
    Ti aspetto in Facoltà per poter condividere con i miei studenti le tue conoscenze.
    A presto
    Giada

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Cara Giada,grazie per il tuo commento e per i complimenti. Sei sempre molto gentile nei confronti miei e del mio lavoro.
    Ci vediamo in Facoltà... prepara l'Aula Magna.
    A presto
    EM

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