venerdì 2 aprile 2010

“DA LIPDUB SUL WEB A INTRO TELEVISIVO... NULLA DI NUOVO IN TV...NEPPURE LA MUSICA” Storia di un successo web copiato dalla TV

ISSUE N° 4 BLOG MARKETING

(Tempo di lettura 6 minuti circa)


Da Talentrama.com: Un LipDub è una forma di arte collettiva. Infatti, per realizzare un LipDub sono necessari molti partecipanti, al fine di renderlo bello e sensazionale. In pratica, la base sonora è originale, e i partecipanti non devono fare altro che seguire la musica, meglio se muovono il labiale con sincronia e conoscano il testo della canzone. La ripresa della telecamera non può essere interrotta, vale a dire, che dall'inizio della canzone alla fine, il filmato è continuo senza interruzioni, pena, il LipDub viene considerato non valido. Alla regia di un LipDub sono benvenute tutte le forme artistiche e ogni libero sfogo di fantasia, con un una raccomandazione: più gente c'è più il LipDub sarà bello!

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Quello che ti illustro in questo post, è un case history decisamente interessante, che ha visto un prodotto di successo pubblicato sul web letteralmente copiato da un noto programma televisivo italiano.

Il 10 settembre 2009, 173 studenti di comunicazione dell'Università del Québec a Montreal (UQAM), hanno partecipato ad un progetto artistico, noto come LipDub, sulle note di un brano di successo del gruppo pop Black Eyed Peas intitolato “I gotta feeling”.

Il regista del video si chiama Luc-Olivier, e in collaborazione con Marie-Eve Hébert ha prodotto e confezionato, in sole 24 ore, un video dalla durata di 4 minuti e 55 secondi (con relativo backstage), pubblicato sulla piattaforma Youtube.com in data 11 settembre u.s.

Pensa, che dall'undici settembre 2009 al 23 marzo 2010 (circa 6 mesi) le visualizzazioni sono state 5.269.301... niente male no?

Un tale successo artistico e numerico non poteva passare inosservato all'occhio vigile della TV generalista.

Ed è così che l'idea viene “presa in prestito” da un'importante reality show italiana, giunto alla decima edizione, che inizia la puntata finale dell'edizione appena conclusasi con un bellissimo copia/incolla dell'iniziativa.

Desidero sorvolare sulla pochezza intellettuale e l'arroganza che, visti gli imponenti mezzi a disposizione, tecnici, legali e in termini di professionismo autorale, ha fatto pensare che fosse meglio copiare un prodotto artistico piuttosto che creare qualcosa di nuovo.

E spero altresì che sia ben chiaro che ho deciso di scrivere questo post consapevole del fatto che non è la prima volta che un'idea presa dal web viene traslata in televisione, ma è la prima volta che un successo viene copiato in questi termini specifici dal web. Rimarco la parola “copiato”, poiché gli strapagati autori del programma, che banalmente si potrebbero ora trincerare dietro l'ipocrisia dell'omaggio all'originale, non si sono neppure impegnati nella ricerca di un altro brano musicale e di altri dettagli (ad esempio i cartelli) per confezionare il loro prodotto.

Questo crea un precedente importante, che dimostra come un prodotto semplice e dinamico, possa “fare scuola” al punto da non essere semplicemente fonte di ispirazione ma, addirittura percepito come un enzima volumetrico per l'audience televisivo.

A dimostrazione di questo, basti pensare che il prodotto in oggetto è stato scelto come intro alla puntata, con tutto il potenziale comunicativo e di traino che ne consegue.

Desidero, alla fine di questo mio post, fare i miei complimenti a Luc-Olivier e a Marie-Eve Hébert, non solo per il prodotto, ma anche per la strategia di diffusione che hanno scelto, trasformando tutti gli oltre 170 “protagonisti” in “moltiplicatori interessati” alla diffusione attiva non solo del progetto ma anche dei volumi.
Anche questa volta i social network hanno fatto la parte del leone, oltre alla piattaforma comunicativa messa a disposizione dal campus universitario.

Di seguito ti metto i links dei video che ti ho descritto, mi piacerebbe avere un tuo commento circa l'oggetto di questo spunto che desidero condividere con te.

Come sempre, ogni tuo suggerimento è per me e per gli altri lettori di questo blog prezioso.

Grazie per la tua attenzione e alla prossima.
Emmanuele Macaluso


Di seguito alcuni links citati nel post:
Se vuoi vedere il canale ufficiale del regista del LipDub io oggetto a questo post per visionare sia il video che il backstage http://www.youtube.com/user/lucocl
Se vuoi vedere il video “ispirato” al LipDub della trasmissione televisiva http://www.youtube.com/watch?v=4IylONdDFHA&feature=related

17 commenti:

  1. Caro Emmanuele,
    ti ringrazio per questo case history, decisamente interessante sia dal punto di vista del Marketing (per la strategia di diffusione) che della comunicazione web/televisiva.
    Sarà mio piacere sottoporre il post del tuo blog ai miei studenti, per analizzare insieme a loro l'accaduto. A tal proposito, ti comunico che sarebbe un piacere averti come guest alla relativa lezione, in modo da poter dare agli allievi la possibilità di potersi confrontare con te su questo tema e sugli altri progetti legati alla tua carriera professionale.
    Grazie ancora per l'interessante spunto e a presto.

    Giada
    giada.p@gmail.com

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  2. Cara Giada,
    è un piacere leggere un tuo commento sul mio blog.
    Ti ringrazio per i tuoi graditi e importanti complimenti. Sono per me motivo di pregio visto il tuo ineguagliabile curriculum accademico e professionale.
    Li condivido con un mio caro amico, a cui va il merito di aver sottoposto alla mia attenzione il case history in oggetto.
    Sarà per me un piacere e un onore venire in Facoltà e condividere con te e con i tuoi studenti le mie esperienze.
    A presto.
    EM

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  3. Una (ennesima) dimostrazione dell'infinita superiorità del web rispetto ai canali di comunicazione convenzionale. Regista spontaneo e geniale. Esperienza bellissima. Case-history di rango, di quelle da far venire i brividi sotto la pelle. "Eccitante" è il termine giusto. la inserirò sicuramente nei miei corsi e ci farò su un articolo, ringraziando l'ottimo Emmanuele per averla evidenziata. la segnalerò on-web per aumentarne la viralità, merita.
    Grazie grazie grazie, mi ha fatto iniziare bene la giornata :D
    Luca Poma
    PS (solo una riflessione che trae spunto del post di Giada): il marketing con il 2.0 c'entra poco o niente, qui non si vende, si condivide. Il comprare è un effetto indiretto (ancorchè d'interesse per le aziende), ed anche un pò fastidioso per l'utente internet. Più che a vendere pensiamo a creare ed esportare emozioni ;)

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  4. No, ma dico... i "potenti mezzi" di Canale cinque, non sono riusciti neanche a far imparare un briciolo, uno straccio, una parvenza di labiale a quel branco di sottosviluppati che lavorano alla produzione di quella mostruosità che è il GF?
    Freschezza ed entusiasmo contro paccottaglia per decerebrati: non c'è partita, 201 a zero.
    E' la differenza fra, appunto, fare qualcosapr il piacere di vivere e condividere un'emozione, e... apparire in TV luminosi e sciantosi. E il termine "condividere", che mi è uscito sovrappensiero, mi fa aprire un'ulteriore riflessione. Indovinate a cosa mi riferisco ;-)
    Graie Manu, per aver condiviso con noi questa esperienza!

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  5. Ciao Emmanuele,
    mannaggia a me quando ti ho parlato di questo caso! - (scherzo!) -

    Bella analisi, come al solito per altro.

    Vorrei aggiungere un paio di considerazioni che non vogliono in nessun modo sfiorare il tema del marketing, materia che come sai non mi appartiene.

    (Tempo di lettura: tutto quello che vuoi, puoi anche non leggere e immaginare quello che vorrei dire)

    Il caso in esame racchiude in se due fattori, dal mio punto di vista importanti, che contraddistinguono la qualità e la fruibilità del prodotto.

    La musica.
    Il brano musicale, come già detto, è un successo internazionale del gruppo pop Black Eyed Peas intitolato “I gotta feeling”. Successo che spero sia il frutto di un' appassionante affezione alla melodia ed al ritmo, perchè senza nulla togliere agli autori del testo, esistono sicuramente esempi di maggior rilievo artistico...
    ( link a testo e traduzione: http://www.testimania.com/testi/testi_black_eyed_peas_783/testi_the_end_the_energy_never_dies_93669/testo_i_gotta_feeling_920991.html)

    Gli autori del video hanno quindi li grande merito di aver preso un brano mediocre dal punto di vista dei contenuti e attraverso una interpretazione più "alta" l'hanno portato ad essere l'elemento trascinante del prodotto. Coinvolge, comunica e condivide... non male per un progetto scolastico... ma soprattutto come "spot per la Facoltà" è fantastico!
    mi viene voglia di iscrivermi...

    Il video originale del gruppo, per contro ( http://www.youtube.com/watch?v=uSD4vsh1zDA) è il classico esempio di banalità copertinata che le major discografiche amano realizzare per gli artisti in loro "possesso".
    Fossi il produttore del gruppo, mi affretterei a contattare il sig. Luc-Olivier e la sig.ra Marie-Eve Hébert per chiedergli i diritti del video... ( va detto che se fossi nei panni di Luc e Marie saluterei il produttore a braccio flesso...)

    Il "mood".
    Guardando il video per la prima volta ho avuto la sensazione che mi ricordasse qualche cosa... ci ho messo un pò ma poi mi sono ricordato!
    FAME!
    Per questioni anagrafiche faccio parte di quella generazione che ha vissuto il fenomeno della serie televisiva "Fame" ispirata all'omonimo film di Alan Parker ( decisamente meglio della serie) . Spesso gli episodi contenevano scene in cui gli studenti iniziavano a cantare, ballare e suonare nella mensa dell'istituto, oppure nelle strade della città etc.
    Vi do un piccolo aiuto per ricordare:
    http://www.youtube.com/watch?v=Cs46ykT25zA
    http://www.youtube.com/watch?v=2k_Hwu1YjMo

    Certo nel nostro caso la situazione è diversa ma la sensazione di energia e coinvolgimento è la stessa. Ebbe un successo internazionale e ancora oggi, in pubblicità, quando si vuole sfruttare la "memoria storica" sul tema dell'arte e dell'espressione ci si ispira a questo fenomeno del passato ( vedi le varie trasmissioni televisive, spot e addirittura film)

    I colori, i sorrisi, gli sguardi la naturale felicità nell'essere protagonisti di un momento fanno di questo prodotto uno strumento di coinvolgimento virale di altissimo livello.

    Pur durando molto ti cattura, e viene voglia di rivederlo ma soprattutto di "regalarlo" al migliore degli amici...

    Io l'ho fatto, fatelo anche voi!

    A presto.

    Federico Barberis Ottavio

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  6. Grazie per l’attenzione che dedicate al mio blog, sono lieto che il mio post abbia prodotto un feed back così positivo in termini emozionali.

    Per Luca Poma: condivido appieno la tua “affermazione” relativa alla superiorità del web rispetto ad altri canali di comunicazione e mi fa particolarmente piacere il tuo gradimento per questo case history, sono certo che quando lo utilizzerai sui tuoi canali di diffusione, non mancherai di citare la “tua” fonte, quella grazie alla quale sei entrato a conoscenza dei video… il tuo stile e la tua correttezza sono a noi note ;)
    Tu meglio di altro conosci il significato della parola sinergia.

    Per anonimo: in relazione alle capacità (o incapacità) di far bene nonostante i “potenti mezzi” desidero esprimere un NO COMENT, più che altro per una questione di stile. Condivido assolutamente il tuo commento.
    Tuttavia, ritengo opportuno tener conto dei grandi volumi (e quindi delle persone) che fanno di quel reality un prodotto di successo. Non posso bollare quelle persone semplicemente come stupide o come affette da un morbo voyeuristico, ci deve essere qualcosa di più, qualcosa che deve aiutarci a comprendere il fenomeno e che ci metta in condizione di poterlo riutilizzare per progetti socialmente più importanti.
    Non faccio parte di quella schiera di soggetti che criticano solo perché non riescono, altrimenti sarei un invidioso e non un tecnico.
    Accolgo il tuo commento partendo dal presupposto che anche tu faccia parte del “mio” gruppo :)

    Una piccola annotazione di servizio per tutti gli utenti del mio MKTG Blog: se possibile firmate i vostri commenti… come i miei lettori sanno, a me più che i numeri piacciono “le persone”, con i loro nomi, magari senza cognome ma…. La dicitura “anonimo” è proprio brutta.

    Grazie davvero
    EM

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  7. Caro Federico,
    ti rispondo con un commento dedicato; primo perché altrimenti il precedente sarebbe stato troppo lungo, secondo perché sei "l'ospite d'onore" visto che sei stato tu a segnalarmi i video in oggetto.
    Ho letto con molta attenzione il tuo commento (tempo di lettura 4 minuti), e ho potuto valutare la volontà di percepire il gusto "artistico" e "umano" del prodotto.
    Che dire... difficile oggetivamente, viste anche le tue competenze e il tuo pedigree dire che non sia come dici tu.
    Anche a me, ha fatto venire in mente "Fame", però con una freschezza che mi ha contagiato.
    Grazie ancora per la segnalazione e per avermi ritenuto abbastanza amico da dover condividere con me il video.
    Mi scuserai se, come da deformazione professionale, ho deciso di analizzare il caso dal punto di vista del Marketing ;)
    Grazie per i complimenti sulla mia analisi, continua a seguirmi e ad arricchire i commenti con la tua visione delle cose.
    Grazie
    EM

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  8. Manu, fammi capire però che intendi per marketing (in questo caso). Parola affascinante e che apre un mondo (che conosco solo marginalmente, buzz marketing, brand management, eccetera eccetera) ma non mi è chiaro se c'entra qualcosa e cosa con il 2.0. Se marketing (IPERsemplificando) significa "agire sul mercato, penetrare il mercato con), qui cosa abbiamo gettato sul mercato? Se vai a dire a qualcuno del mondo del web 2.0 che un video come questo c'entra con il marketing, laddove l'unico motivo per cui l'hanno fatto è fare innovazione ed esportare emozioni, ti mangiano vivo. O forse tu intendevi sottolineare le potenzialità di uno strumento come questo (LipDub) QUALORA utilizzato (e non è questo il caso) per strategie di marketing? Se la lettura è questa, si apre un dibattito: avrebbe la stessa forza se ci fosse un prodotto dietro? Non ne sono così sicuro. Purtroppo gli strateghi del marketing (non parlo di te, faccio un analisi molto generica) non conoscono poi così bene il web 2.0, che infatti NON E' nato come paradigma del marketing, e pensano che se una cosa funziona sul web necessariamente funzionerebbe anche per vendere sul web. L'equazione è fallata, non è affatto così, non è anzi quasi mai così, a causa della diffidenza media che l'utente web ha verso tutto ciò che è commercial.
    Parliamone ;)
    Bye
    Luca

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  9. Ciao Luca, grazie per il tuo ulteriore commento, sarà mio piacere risponderti nel modo più esaustivo possibile.
    La visione che hai del Marketing, o forse della sua definizione è un po’ arcaica e demodé, frutto delle molte fonti, più o meno ufficiali dai quali si possono acquisire informazioni sul web e che non vengono spesso aggiornate.
    Mi spiego meglio: il MKTG è una scienza evolutiva e rispetto a qualche tempo fa la sua definizione si è evoluta sul campo. In più, posso dichiarare che non si basa più sul semplice concetto di profitto e ha tantissime variabili di cui bisogna tenere conto.
    Come saprai, al contrario di altre scienze, il MKTG non ha una definizione universalmente riconosciuta, proprio per il suo alto grado di evoluzione. Infatti, comprando un testo didattico avrai sicuramente notato che le prime 2 o 3 pagine sono dedicate alle definizioni che le principali università mondiali danno di tale scienza. Negli ultimi testi, il concetto di mercato è evoluto e cambia in base alle numerose variabili.
    In altre parole, è diventato tutto un po’ più difficile e contemporaneamente è aumentato il grado di specificità e precisione.
    Nel nostro caso, quello in oggetto al mio post, ho usato la parola Marketing, per identificare il concetto di Marketing Mix Basic nel suo utilizzo attuale.
    Nel nostro case history, noi abbiamo un PRODOTTO (di natura artistica, il LipDub), abbiamo una POLITICA DI PREZZO (free), abbiamo la DISTRIBUZIONE del prodotto affidata ad una piattaforma free (Youtube.com®) e infine abbiamo una forma di PROMOZIONE combinata e di Co-Marketing con variabili attive su diversi fronti.
    Nel nostro caso quindi, il fatto che il prodotto sia immesso gratuitamente su una piattaforma free, fa del “mercato” una “platea” di non paganti, e quindi fa decadere il concetto di mercato classico e di profitto.
    Interessante no?
    La tua richiesta di precisazioni mi è stata utile per chiarire meglio il concetto… grazie.
    Ho scelto questo case history, non solo per il prodotto, ma anche per la contemporaneità degli altri fattori e delle variabili.
    In qualità di creatore e primo firmatario del MANIFESTO DEL MARKETING ETICO (vedi questo blog), e di primo esperto di Marketing che ha composto, attuato e pubblicato in Italia una strategia di ATTUAZIONE e DIFFUSIONE a costo zero, non potevo non apprezzarlo.
    In relazione ad un dibattito più approfondito, sono disponibilissimo. Sono certo che insieme potremmo “costruirci” a vicenda in maniera poderosa viste le nostre esperienze.
    Tuttavia non ritengo opportuno farlo su questa piattaforma per i seguenti motivi:
    1) Questo è un blog, ogni post ha un suo titolo e si rischierebbe di non seguire la regola che vuole che si parli del tema principale… rischiando di allontanare gli altri lettori. Si potrebbe aprire un post sul web 2.0 ;), lo metterò in scaletta, ma prima ci sono altre cose… chissà magari parleremo del 2.1 che è attualmente allo studio di diverse università.
    2) Questo è un blog, e su un blog si postano commenti e non discussioni, altrimenti saremmo su un forum. Faremmo una pessima impressione se ci mettessimo a parlare di web 2.0 con una discussione su un blog, dimostreremmo una scarsa coerenza e una ancor più scarsa capacità di analisi del tavolo sotto il quale abbiamo i piedi. Non è il mio stile e ritengo, conoscendoti, neppure il tuo.
    Grazie davvero per la possibilità che mi hai dato per essere più chiaro circa il tema trattato nel mio post, ti do appuntamento al prossimo.
    Ciao
    EM

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  10. Tutto chiaro, ma ancora non sono d'accordo. Hai postato un esperienza di marketing, tecnicamente lo è (dal tuo punto di vista), emozionalmente non lo è (dal mio punto di vista). Probabilmente non è che uno ha torto e l'altro a ragione... è come la categorie dell'essere di Kant: a seconda di come uno ha colorato le lenti degli occhiali, vede il mondo blu o rosso. E saremmo entrambi - in totale buona fede! - pronti a stracciarci le vesti per affermare la *nostra* verità. Il punto è che trovo estremamente riduzionista parlare di marketing per esperienze web come questa, perchè è impossibile prescindere dal DNA dell'avvenimento, per "leggerlo" e comprenderlo a fondo.
    Ti faccio un esempio di eccellente marketing: 1) un esperienza/prodotto destinata a lasciare il segno 2) che ha istituito una diversa modalità di "consumo", con specifiche modalità di promozione e distribuzione estremamente innovative per l'epoca 3) e che ha condizionato il modo che abbiamo di vivere il rapporto con gli altri utenti/con la nostra community 4) permettendo chi l'ha messa sul mercato di vendere, e molto, per molto tempo (prezzo). Sto parlando dell'invenzione della Coca Cola (e ci starebbe!) ? No, della Crocifissione del Cristo. Puoi venire a spiegarmi molto dottamente che "in fondo è stato marketing". Per me invece è il mistero della Fede.
    Concludo: non sono (solo) gli ingredienti che fanno il piatto, o il modo in cui li mescoli. Con il prezzemolo posso fare il sugo, ma anche il veleno. Conta anche l'imprinting iniziale del Creatore. E nella case-history che hai citato, al di la dei tecnicismi, non vedo marketing, solo tanta passione.
    Buona navigazione a tutti
    Luca Poma

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  11. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  12. Luca, ho riletto il tuo commento più volte per cercare di comprenderne l’essenza. Stiamo uscendo davvero fuori tema e rischiamo di annoiare i lettori, che attraverso altri canali hanno manifestato interesse per l’argomento iniziale.
    Non si tratta di avere ragione, né sul piano di MKTG, né per i fattori emozionali, né per quelli tecnici e tantomeno per quelli legati alla passione. Siamo su un blog, un blog che parla di Marketing. Ho scelto questa piattaforma per condividere un case history insieme alla mia (per fortuna nutrita) platea, che è interessata ai temi ai quali il mio blog è collegato.
    Un prodotto come quello del case history può essere visto da diversi punti di vista, certo, ma vi è anche una contestualizzazione da seguire.
    Lo stesso caso può essere trattato su un blog artistico, musicale, di comunicazione o formativo, non trattando le strategie di Marketing ma altri fattori. Leggittimamente tra l’altro. E’ ovvio che su un Mktg Blog si parli di strategie.
    Quando mi si rompe il motore della macchina la porto dal meccanico, non dal carrozziere perché “tanto è una macchina”.
    Un confronto come il nostro meriterebbe uno spazio non su un blog ma in un forum.
    Non mi sento di dire che il progetto un questione sia solo il frutto di passione e non del Marketing. L’autore è uno studente di comunicazione di una università (e badiamo… non italiana). Credo che un tale trionfo in termini di visualizzazioni, in così pochi mesi, non si raggiunga senza una strategia di Marketing ben precisa, immettendo “solo” un buon prodotto carico di passioni e emozioni. Tu ci riusciresti? Io onestamente senza una strategia di Marketing no. Nel caso volessi provare, sarà mio piacere seguire la tua avventura, documentarla e renderla un case history da sottoporre all’attenzione dei molti che ci seguono.
    Buona navigazione e grazie ancora per il tuo commento e il tuo contributo attivo alla crescita di questo blog.
    EM

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  13. www.marciamondiale.org
    Solo passione, niente marketing ;) Il che - lo ripeto - non significa non fare strategia.
    Ci aggiorniamo comunque su altre piattaforme
    Un abbraccio,
    Luca

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  14. Ciao Luca,
    ho guardato con attenzione il sito... niente Marketing? Ciò che non si vede non vuol dire che non ci sia. Ammesso che gli altri non lo vedano...
    Ciao e a presto su altre piattaforme.
    EM

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  15. COMUNICAZIONE DI SERVIZIO
    Invito tutti i miei lettori a non utilizzare questo blog per inserire, senza dichiararlo, case histories, dati o altri elementi sui quali hanno direttamente lavorato.
    Questo al fine di non utilizzare, in maniera più o meno occulta, la piattaforma comunicativa di altri a fini promozionali.
    Nei commenti connessi a questo post sono stati inseriti 2 riferimenti di questo tipo.
    Questo è uno spazio aperto a tutti, non censurato, tuttavia, al fine di evitare una "caduta di credibilità" del blog, ritengo opportuno intervenire in questo senso.
    I case histories sono tanti, utilizziamoli senza incorrere nella "marketta" da inserire a tutti i costi.
    Grazie per la comprensione.
    EM

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  16. Ciao, volevo segnalarti che il primo Lip Dub in assoluto di una scuola italiana è quello dell'Accademia di Belle Arti di Perugia

    http://www.youtube.com/watch?v=p8hWlJ0tumU

    e qui c'è il backstage
    http://www.youtube.com/watch?v=44J7dPR_tck&feature=related

    Ciao!

    RispondiElimina
  17. Ciao,
    grazie per l'informazione, ho dato un'occhiata e devo dire che siamo su altri livelli, anche se il lavoro mi sembra molto buono.
    Se non è un problema per te, la prossima volta metti una firma in modo da darmi la possibilità di riconoscerti in qualche modo.
    Ciao e grazie ancora per la tua collaborazione.
    EM

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