lunedì 11 gennaio 2010

“DA 0 A 1.000 IN 4,8” Storia di una strategia di Marketing sociale a costo di attuazione zero

ISSUE N° 3 BLOG MARKETING

(Tempo di lettura 9 minuti circa)

DEDICHE: Questo post del mio Marketing blog è dedicato a tutti coloro che, quando entro in un'aula, mi guardano come se fossi un portatore di “male”, semplicemente perché insegno, creo e attuo strategie di Marketing. A costoro, che comodamente seduti sulle loro sedie pensano di salvare il mondo senza far nulla e percependo di essere tutto, desidero rivolgere un pensiero di umana comprensione e di riflessione.
Questo blog è altresì dedicato ai migliori professionisti con i quali io abbia mai collaborato, per avermi dimostrato che lavorare gratuitamente non implica in alcun modo un abbassamento della qualità produttiva, e per avermi insegnato che quando si crede in un progetto, nulla può fermarlo.
Ai primi, ai secondi e a te che stai per leggere quanto segue, desidero augurare buona lettura.



Sembra il parametro di accelerazione di una macchina sportiva o di un jet, in realtà sto parlando della performance di visualizzazione dello spot della Campagna “I WANT / I FIGHT”© pubblicato su youtube.com lo scorso 10 dicembre.
Proprio così, mi riferisco ai risultati della strategia di Marketing a costo zero di attuazione che in 4 giorni e 8 ore ha portato le visualizzazioni dello spot da 0 a 1.000!

Questo è il primo case history di questo blog, l'autore della strategia sono io, e tutti i dati di seguito riportati sono veritieri e riscontrabili.

Come ho scritto nella ISSUE 1 di questo blog, i numeri non sono solo numeri, ma persone. In altre parole desidero porre l'accento su quante persone sono entrate in contatto con il messaggio di un'importante Campagna sociale nel giro di poche ore.
Ecco gli avvenimenti salienti della strategia e cosa è successo nella realtà:


Maggio 2009
Creo la strategia e la divulgo a tutti i membri dello staff di “I WANT / I FIGHT”©, portando un minidossier di quasi 10 pagine durante uno staff meeting. In quell'occasione spiego la strategia in ogni suo piccolo particolare e coordino tutte le attività dei volontari, dal punto di vista strategico, logistico e di reperimento dei materiali tecnici.


10 giugno 2009 (- 6 mesi)
Creo un account personale su Facebook che al 10/12/2009 (giorno del lancio) contava 315 amici. Attraverso l'account invito i miei amici a prendere visione della prima immagine di advertising della Campagna, avvisandoli che il 10 dicembre sarebbe stato messo on-line lo spot ufficiale di “I WANT / I FIGHT”©


10 luglio 2009 (- 5 mesi)
Lo spot viene girato... finalmente nasce anche il prodotto di divulgazione del messaggio della Campagna

10 novembre 2009 ( - 1 mese)
Viene creato su youtube.com il canale ufficiale di emacaluso.com sul quale sarebbe stato pubblicato il video. La data di creazione di emacalusochannel© coincide con la messa on-line del teaser dello spot. Questa informazione viene rilanciata contemporaneamente su: emacaluso.com, facebook.com e attraverso la newsletter ufficiale della “CREW” (il fan club ufficiale del protagonista dello spot).

25 novembre 2009 (- 15 giorni)
Viene messo on-line il trailer ufficiale dello spot. Questa notizia e le attività di richiamo vengono diffuse contemporaneamente su: emacaluso.com, facebook.com, official newsletter della “CREW”© e attraverso un comunicato stampa diramato alle principali testate giornalistiche locali.

1° dicembre 2009 (- 10 giorni)
Viene creato su facebook.com un gruppo dedicato alla Campagna “I WANT / I FIGHT”© che nel giro di 24 ore ha più di 200 iscritti, ben 301 il giorno della messa on-line.

5 dicembre 2009 ( - 5 giorni)
Inizia il countdown che nei 5 giorni successivi ha visto l'invio di una card promozionale virtuale agli iscritti al gruppo ufficiale, al mio profilo personale su facebook.com e agli iscritti al fan club ufficiale del protagonista.

9 dicembre 2009 (- 24 ore alla pubblicazione del video)
Viene inviata l'ultima “countdown card”, il comunicato stampa viene diramato e contemporaneamente vengono allertati i social networks, la “CREW”© e tutti gli iscritti alla mailing list personale dello staff. Tutto questo avviene entro le 11 del mattino, per agevolare eventuali inserimenti in stampa da parte delle testate giornalistiche.

Giovedì 10 dicembre 2009 alle 00:01 (ora del lancio)
Il video viene pubblicato, e contemporaneamente la notizia è rilanciata attraverso tutti i canali di diffusione precedentemente istituiti.


CONSEGUENZE E RISULTATI DELLA STRATEGIA:
- Primi 10 minuti: in un giorno feriale, da mezzanotte alle 00:10, 36 persone guardano lo spot ufficiale di “I WANT / I FIGHT”© e cominciano a postarlo sulle loro bacheche personali di facebook.com
- Prima ora: 57 visualizzazioni
- 12 ore: 151 visualizzazioni
- 23 ore: 302 visualizzazioni

Purtroppo, alla ventitreesima ora ci siamo resi conto che il contatore delle visualizzazioni di youtube.com va in avaria. Dopo una rapida ricerca sui blog di settore, apprendiamo che intorno alle 300 visualizzazioni al giorno, gli account free (quindi non a pagamento) tendono a “bloccarsi”. Qualcuno pensa che sia una strategia di youtube.com per far aumentare i loro account a pagamento. Ed è così che a neanche 24 ore dal lancio, le statistiche interne all'account funzionavano, ma quelle visibili a tutti no. Decidiamo quindi, di non cancellare ma di oscurare il video già on-line e di ripubblicarlo di nuovo. Purtroppo anche questo, a causa degli alti volumi si blocca in continuazione.

NB. I dati che ti presento in questo blog, vengono presi dalle statistiche interne all'account.

Dopo 23 ore e 15 minuti, mentre monitoriamo il web, ci imbattiamo nel primo plagio dello spot. Sia ben chiaro, avere un plagio dopo poche ore dalla messa on-line è anch'esso un segno positivo in termini di attenzione al prodotto. Tuttavia il cattivo gusto del plagio, la scarsa capacità di montaggio, unito all'offensivo messaggio del plagio stesso, ci inducono a muoverci nei confronti dell'autore. Con due telefonate e l'interessamento di un mio amico, professionista in relazioni pubbliche, non solo abbiamo bloccato e individuato l'autore del plagio, ma lo abbiamo anche obbligato alla scrittura di una lettera pubblica di scuse. Emergenza rientrata quindi.

- 24 ore: 322 visualizzazioni
- 48 ore: 518 visualizzazioni
- 72 ore: 703 visualizzazioni
- 96 ore: 930 visualizzazioni
- 104 ore (4 giorni e 8 ore): si sfonda quota 1.000!



ANALISI E CONCLUSIONI:
Dare un giudizio in relazione ad una strategia di Marketing non è mai semplice. E' necessario uscire dalla semplice logica dei numeri, soprattutto in ambito di visualizzazione di un prodotto video, ed entrare in un'ottica d'insieme ampia e legata al concetto di sviluppo futuro delle opportunità.


Media & Press: Quello che colpisce, analizzando i risultati mediatici, è l'interesse che si è sviluppato intorno a questa iniziativa e che in termini di potenzialità apre scenari tecnici e possibilità strategiche pressoché infiniti. Il ritorno anche in termini di stampa, ha visto un forte interesse da parte di programmi televisivi e radiofonici, nei quali si andrà a sviluppare il progetto nelle settimane successive alla pubblicazione di questo post. Tiepida l'accoglienza della carta stampata, forse per la difficoltà nel promuovere un prodotto dinamico su un supporto ormai superato e statico.

Web Statistics: Secondo le statistiche web, quasi l'ottanta per cento delle persone che hanno visto il video hanno visualizzato la pagina web dedicata alla Campagna, a dimostrazione del fatto che il video ha sviluppato un forte interesse verso l'iniziativa ad esso collegata. Interessante il dato dei flussi web su tutte le piattaforme coinvolte nella strategia. E' necessario dire che i flussi si sono mossi in maniera omogenea tra tutti i siti e i social networks inseriti nella strategia. “Nessuna punta di diamante, ma un'armata compatta” così come diceva il Duca di Wellinghton, in altre parole, l'utenza ha ritenuto opportuno visitare e utilizzare tutte le piattaforme a disposizione, con uno scarto temporale talmente breve, da far pensare alla nascita di un “fenomeno di interesse” che ha inondato il flusso delle informazioni personali.
Interessante anche il dato emerso dall'approccio al video. La creazione di una “world premiere” di 24 ore è da considerarsi un successo, tuttavia, il “virtual ambient” sul quale il video è stato caricato, ha dato la libertà all'utente di arrivare al prodotto “in ritardo”, senza il rischio di perderlo. Questo dato deve far riflettere coloro che basano molto del loro core business sui web events: sarebbe un errore pensare che l'utenza utilizzi il web come farebbero dei professionisti del settore. Banale... ma da prendere assolutamente in considerazione.


People Action: Se sono le emozioni che muovono il mondo, come dice un vecchio adagio che i docenti di Marketing utilizzano per spiegare le leve psicologiche all'acquisto, è evidente che il video ha emozionato molto. Sono state più di 50 le persone che spontaneamente hanno “postato” il video nelle prime 72 ore e oltre 80 nelle successive 100. Il dato è da leggere tenendo anche conto degli andamenti dei flussi web sulla piattaforma video; in altre parole, devi tenere conto del fatto che il dato in “escalation” ha seguito perfettamente l'andamento delle visite web sul sito della Campagna e sulla pagina dove è stato caricato il video. Tutte le oltre 150 mail ricevute e i commenti inseriti sulle varie piattaforme non si riferivano soltanto al gradimento del video, ma contenevano al loro interno frasi che mi hanno fatto comprendere che il messaggio alla base del progetto è arrivato a destinazione. Questo fatto ha aumentato l'efficacia della diffusione indiretta ottenuta attraverso le azioni di quelli che si sono trasformati da “sostenitori” a “diffusori” dell'iniziativa.

Video Shots: Nello specifico, 1.000 visualizzazioni di un video in poco più di 4 giorni, con una strategia a costo zero di attuazione, è indubbiamente un risultato positivo. E' vero, il numero delle visualizzazioni è il dato più evidente e impattante da parte dei sostenitori e dell'utenza, ma la vera sfida era di creare un movimento d'interesse che emozionasse, senza spendere in promozione neppure un Euro. Il risultato del quale ti dò conto, deve aiutarti a ridimensionare i risultati di coloro che con mezzi finanziari superiori hanno ottenuto risultati simili al nostro. Non è un segreto che nonostante il video non sia stato diffuso né da un network né da una casa di produzioni ufficiale, le performance ottenute hanno annichilito molti dei soggetti appena citati. Fai una ricerca a proposito, analizza anche tu i dati che riuscirai a trovare, e se ti andrà, contattami con una mail e confrontiamoli insieme.

Grazie per la tua preziosa attenzione e a presto.
Emmanuele Macaluso


Di seguito alcuni links citati nel post:
- Se vuoi vedere il video ufficiale di “I WANT / I FIGHT”©
http://www.youtube.com/watch?v=fedlCH-jgek
- Se vuoi leggere la web page di “I WANT / I FIGHT”©:
http://www.emacaluso.com/web%20pages/iwantifight.html
- Se vuoi saperne di più su “FACTORY PERFORMANCE”©
http://www.emacaluso.com/web%20pages/factoryperformance.html
- Se vuoi vedere “EMACALUSOCHANNEL”© http://www.youtube.com/emacalusochannel
- Se vuoi entrare a far parte del gruppo “I WANT / I FIGHT”© su Facebook
http://www.facebook.com/group.php?gid=159054687818&ref=ts
- Se vuoi visitare il mio sito web da atleta
http://www.emacaluso.com
- Se vuoi diventare mio amico su Facebook http://it-it.facebook.com/people/Emmanuele-Macaluso/100000025638497

giovedì 17 settembre 2009

MANIFESTO DEL MARKETING ETICO: “L’ETICA COME VALORE COMPATIBILE E NECESSARIO NELLE STRATEGIE DI MARKETING”

ISSUE N° 2 - BLOG MARKETING


Uno stratega ha l’obbligo morale verso se stesso
e ciò che lo circonda di generare benessere
attraverso le proprie decisioni
Emmanuele Macaluso

Da Wikipedia: L'etica (dal greco antico ἔθος (o ήθος)[1], "èthos", comportamento, costume, consuetudine) è quella branca della filosofia che studia i fondamenti oggettivi e razionali che permettono di distinguere i comportamenti umani in buoni, giusti, o moralmente leciti, rispetto ai comportamenti ritenuti cattivi o moralmente inappropriati.
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Quello dell’etica, è un fattore che chi fa il mio lavoro incontra molto più spesso di chi presta la propria opera su altri fronti operativi.

Ad esempio, una delle parti che preferisco del mio lavoro è quella in cui faccio formazione.
Quando entro in un’aula c’è sempre almeno una persona, che pensa di sapere che cosa sia il MKTG e che parte dal presupposto che chi si occupi di Marketing, non si confronti mai con l’etica.
Inutile dire che dopo qualche minuto si scopre che il Marketing è qualcosa di molto diverso da quello che si immagina, eppure, quello dell’etica è un tema che lascia sempre un leggero retrogusto amaro, sia per chi ascolta che per il docente.


Un altro esempio risale a 2 anni fa, ricordo che collaboravo con un’agenzia di spettacolo, la cui titolare, con un sorriso irritante, pensando di aver di fronte uno dei suoi allievi minorenni da manipolare mentalmente, mi ha detto: “l’etica è quella cosa che hai quando curi i tuoi interessi”; ma ancor peggiore è stato il commento di un operatore che si occupa di comunicazione che, quando gli ho raccontato l’aneddoto di cui sopra, mi ha detto:”non è del tutto sbagliato”.

Signore pietà! La definizione di etica indicata ad inizio post è per loro!

Di aneddoti ne avrei ancora molti.

Con questo post sul mio blog ufficiale, non desidero fare una lectio magistralis sull’etica, ma VOGLIO chiarire una volta per tutti la mia visione dell’etica, come uomo e quindi come professionista.

Uno statega ha l’obbligo morale verso se stesso, di generare benessere attraverso le proprie decisioni, e soprattutto, uno stratega conosce meglio di chiunque altro la differenza tra quello che appare e quello che è.

Uno stratega si occupa di far funzionare le cose, di creare una strategia che centri l’obiettivo e che non porti a dover affrontare i problemi, semplicemente perché tutti i problemi umanamente immaginabili sono stati già evitati in fase di progettazione.

Ma ancor di più, uno stratega ha il dovere e il privilegio di elevare la qualità del lavoro degli altri e di sottoporlo all’attenzione del mondo.


Questo è il mio manifesto del Marketing etico, che attraverso la tecnica e il rispetto degli individui, riesce a non perdere nulla del suo potenziale. Pubblicato e a disposizione di tutti coloro che desiderano conoscere la vera missione che la scienza che utilizzo deve svolgere.


“Non importa quale sia la tua funzione in un qualsiasi processo produttivo, quello che conta è che qualunque cosa tu faccia, devi essere un uomo, e devi portarti appresso quell’inimitabile bagaglio culturale che solo tu puoi costruire attraverso le tue esperienze e la tua evoluzione umana e tecnica”. EM

Questo uno stratega lo sa meglio di chiunque altro, e sa come non dimenticarlo mai.
Emmanuele Macaluso

giovedì 16 luglio 2009

MARKETING 2.0 PRIMA REGOLA: CREA I VOLUMI E RISPETTALI

ISSUE N° 1 BLOG MARKETING


Qualche mese fa, parlavo al telefono con un mio amico. Dopo un po' il discorso è caduto sul mio sito da atleta (emacaluso.com) e mi sono sentito porre una domanda diretta e importante, una di quelle domande che appaiono ovvie ma che ti inducono a riflettere.

“Ma il tuo sito, cosa ti porta?”.

Il concetto di ovvio è importante e fa sempre la differenza. Tutti si prodigano in ricerche ardite, su temi impervi, quasi nella necessità di dover dimostrare al proprio ego e agli amici al bar che più è difficile il tema, più il proprio quoziente intellettivo è alto.

All'ovvio non ci pensa mai nessuno, eppure questo parametro regola la maggior parte dei cicli quotidiani degli esseri umani.

Tra la fine dell'800 e l'inizio del 900, Harry Houdini, noto illusionista, riusciva a far sparire un elefante incatenato in mezzo a 100 persone. E' ovvio che gli elefanti non possano sparire, ma è ancor più ovvio che per ottenere un simile risultato bisogna portare l'attenzione della gente altrove, e non bisogna farlo parlando, ma comunicando.

Non mi sono mai sognato di “dar mangiare” al mio ego attraverso il mio sito, attraverso le foto e i contenuti, ho voluto comunicare la mia passione per lo sport ma soprattutto ho voluto comunicare la determinazione necessaria al conseguimento dei risultati. Ho voluto comunicare la mia normalità applicata ad un mondo che vede come protagonisti dei soggetti che sembrano quasi fumettistici.

Questo mio modo di comunicare è piaciuto, mi ha reso simile a molti e soprattutto ha reso molti simili a me.

Che cosa mi ha portato il mio sito?

Dal 2005 ad oggi 1.118 persone hanno chiesto di essere iscritti alla mia newsletter ufficiale, fornendomi volontariamente i loro 1.118 indirizzi e-mail.
A questo bisogna aggiungere i 103 indirizzi e-mail degli iscritti al mio fan club ufficiale, i 250 indirizzi provenienti dal mio account su Facebook.

In altre parole, il mio sito mi ha messo in condizione di contattare e comunicare contemporaneamente e direttamente con quasi 1.500 persone, alle quali bisogna aggiungere un numero esponenziale di contatti costituiti dal forward.

Il mio sito mi ha dato il potere di comunicare, di esporre le mie idee e di condividerle con persone, aziende e sponsor.

Già, anche gli sponsor, perché il mio sito mi ha dato anche gli sponsor. Come? Grazie ai volumi.

Andare da un potenziale sponsor, e dimostrare che in cambio di denaro, non viene soltanto messo un logo su una casacca, ma viene raggiunta una platea già sensibilizzata, è un parametro estremamente interessante, sul quale porremo l'attenzione nelle prossime uscite.

Concludendo: crea i “volumi”, fidelizzali alla tua idea e al tuo brand, comunica con la tua platea e condividi il tuo modo di vedere il mondo, e utilizza questo straordinario risultato per portare ulteriori attenzioni sul tuo progetto. Non te ne accorgerai, ma in breve avrai una piccola multinazionale senza dover neppure aprire una partita Iva.

Ma bada: i volumi sono persone, non dimenticare mai che senza il rispetto per questa frase ovvia, i volumi si gireranno contro di te.

Emmanuele Macaluso